nutrizione integrata

nutrizione integrata, alimentazione e benessere

La nutrizione integrata è un concetto nuovo con radici profonde. Numerosi studi hanno infatti evidenziato l’importante legame tra alimentazione e salute. Il concetto di salute non si deve mai limitare all’assenza di malattie, ma deve indicare un completo stato di benessere fisico e psicologico dell’individuo.

In questa prospettiva, la nutrizione (l’alimentazione) è un prezioso strumento per la prevenzione e la promozione della salute, diventando anche un elemento complementare e essenziale nella gestione di numerose patologie.

Un approccio serio al mondo delle diete deve sempre prevedere 4 fasi: visita, diagnosi, terapia e prognosi. Solo attraverso la visita e la diagnosi posso determinare la dieta idonea alla persona. La stessa persona a livello inconscio è in grado di determinare la tipologia di dieta che dovrebbe fare: una dieta detossificante, ricostituente, rigenerante o semplicemente di pulizia

La nutrizione integrata consente all’individuo di mantenere una condizione corporea sana e, allo stesso tempo, contribuisce a migliorare il benessere psicologico e la percezione della propria immagine corporea, permettendogli di sentirsi in forma e bene nel complesso.

L’obiettivo è fornire una visione funzionale e personalizzata della salute e della nutrizione di un individuo, considerando non solo l’aspetto biologico, ma anche quello psicologico, sociale e ambientale

 

Gli alimenti nella nutrizione integrata

 

Di solito, si interpreta il concetto di alimento come una fonte di nutrienti (come carboidrati, grassi, proteine e vitamine) che il nostro organismo utilizza per scopi energetici e metabolici.

Nel contesto della nutrizione integrata, il concetto di nutriente si amplia notevolmente poiché il corpo non rimane passivo di fronte all’ingestione, ma elabora e trasforma i singoli nutrienti in molecole che diventano parte attiva dei complessi processi biochimici cellulari. Queste molecole regolano e influenzano in modo intricato le funzioni vitali, sia quelle controllate volontariamente che quelle involontarie, nell’intero organismo. 

La nutrizione integrata

La medicina funzionale collega strettamente la salute a uno stile di vita che abbraccia un approccio naturale alla cura di sé, alla consapevolezza nell’alimentazione e alla capacità di ascoltare il proprio corpo.

Questo approccio mira a sostituire la dipendenza da cibo con la scelta del piacere.

Ogni individuo rappresenta un sistema biologico unico, con un proprio stato nutrizionale, costituzione biotipica e parametri clinici. Questo sistema è in costante evoluzione in risposta all’ambiente alimentare, sociale e ambientale, influenzando il fenotipo dell’individuo e il suo stato di benessere o malessere.

 

siamo ciò che mangiamo

 

Dobbiamo sempre considerare che il nostro fisico viene continuamente colpito e aggredito dai nuovi stimoli esterni. Questi vanno interpretati e compresi all’interno di un sistema che è UNO.

Non posso dividere la mente dal corpo, il fegato dall’intestino, tutto fa parte di noi. Noi siamo soprattutto intestino. L’intestino gioca un ruolo fondamentale nella nostra salute e, quindi, ecco l’importanza del cibo, di ciò che mangiamo, quindi della dieta.

La prima cosa da capire è che il cibo si caratterizza per due grandi aspetti. Da una parte c’è il fisico, quindi il cibo come proteine, aminoacidi, grassi, zuccheri ecc. L’altra è la parte di comunicazione. Ogni cibo, infatti, emette una frequenza, ogni sostanza emette una frequenza. Quando noi ingeriamo un alimento, abbiamo un aspetto funzionale e fisico, dove le proteine mi servono per costruire il muscolo e un aspetto di frequenza, per cui quel cibo comunica con il mio organismo, a seconda delle sue frequenze.

Il rapporto tra cibo ed emozioni è oramai noto a tutto. Il cibo mi fa produrre degli ormoni, dove l’ormone può essere considerato un’emozione a scoppio ritardato.

Un altro aspetto importante riguarda il sistema psico-neuro endocrino immunitario. Questi fanno parte di un unico grande sistema. Se mi arrabbio, produco adrenalina che è un ormone e questo attiva il sistema nervoso che attiva il sistema immunitario. Posso anche iniettare adrenalina e questa mi porta ad arrabbiarmi e ad attivare il sistema nervoso e poi quello immunitario.  All’interno di questo sistema, non importa da dove io intervenga, ma è importante che tutto si bilancia. Non posso pensare che una persona arrabbiata faccia bene il suo mestiere o possa avere delle buone performance sportive.

Lo stress è semplicemente il modo in cui la natura ha deciso di metterci alla prova per poterci migliorare. Lo stress è un allenamento, è un’arrabbiatura, è una malattia, qualsiasi cosa ci condizioni a determinare una risposta è uno stress, di fatto.

Il fatto di riuscire a compensarlo, mi permette di migliorare fino al prossimo stress che si presenti.

Nell’ottica della nutrizione integrata, io avrò una condizione molto semplice. Quello che mangio deve essere digerito in modo corretto per non dover ricorrere a degli ormoni di sostegno immediato che mi fanno vivere anche senza tutte le sostanze corrette.

Facciamo un esempio. Ho molta fame però devo continuare a lavorare e quindi produco un ormone, l’adrenalina, che è il tutto subito e adesso. L’adrenalina mi dà un’emozione, è l’ormone dei guai. In quella situazione l’ormone inibisce la fame.

Il continuo stress a cui siamo sottoposti determina però una serie di criticità. Tutte queste situazioni di stress, semplificando, determinano una contrazione del duodeno. In condizioni di stress, a livello biologico, viene meno l’appetito. La digestione rallenta. Inizia così la gastrite.

I problemi di digestione e di funzionamento del colon

Chi ha dei lunghi periodi di stress, generalmente soffre di gastriti.

Nella parte finale dell’intestino, nel colon, c’è una specie di cornice. La parte finale dell’intestino tenue finisce con un tubo dritto che è dotato di placche dette placche di Peyer. Questo è il luogo dove il sistema stabilisce se il cibo che passa sia buono e cattivo. Qui è dove il sistema immette gli anticorpi.

Il rallentamento del processo digestivo fa si che il cibo ingerito diventi marcescente, putrido e acido. Invece di scorrere all’interno del colon, si attaccherà alle pareti, irritandolo. Avrò quindi una infiammazione bestiale. Il colon si contrarrà. Sotto il colon c’è un muscolo fondamentale che collega il tronco con la coscia. La flessione e la distensione della gamba dipendono da questo muscolo. Camminando, se questo muscolo non può lavorare perché è bloccato dall’organo soprastante, ad ogni passo io spingo in avanti la schiena. Col passare del tempo avrò uno slittamento delle vertebre e il mal di schiena. Qualsiasi mal di schiena che abbiamo, deve essere trattato lavorando anche nell’intestino.

Questo è l’approccio della medicina funzionale. Si lavora a livello di dieta, di alimentazione personalizzata, di pulizia dell’intestino. Poi si passa dall’osteopata e si fa della ginnastica posturale. E la persona rinasce senza dover fare quindici anni di fisioterapia.

Artriti e artrosi, rotazione dell’anca, tutto dipende dall’intestino.

Nella visione della medicina funzionale le emozioni sono importantissime per la nostra salute. Spesso vediamo un grande mare di emozioni che non vengono considerate. Oggi però anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stilato delle classifiche degli eventi traumatici a livello emozionale e questi eventi sono diversi tra maschio e femmina.

Torniamo al colon. Se ho situazioni stressogene, problemi emozionali o semplicemente perché mangio male, la valvola cecale smette di funzionare. C’è quindi un reflusso del cibo nel tratto del colon. Qui è dove si generano gli anticorpi e qui è dove si originano una marea di problemi.

Il mio sistema inizierà a produrre anticorpi sbagliati. E questi si depositeranno dove ci sono i passaggi dei circoli: nelle piccole articolazioni, nel derma, nella tiroide .. ecco le malattie autoimmuni. Tutte queste malattie hanno un’origine che è collegata all’intestino.

In una situazione di problematiche legate alla digestione, in primis dovrò passare attraverso una visita, una diagnosi e poi una terapia. Dovrò quindi avere una dieta, dove assumerò la responsabilità della mia guarigione e questa potrà essere supportata da integratori specifici.

“L’uomo è ciò che mangia” (Ludwig Feuerbach)

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